Tematiche

  1. Storia
  2. Gastronomia
  3. Feste popolari
  4. L’artigianato

Storia

Grazie alla sua posizione strategica nel centro del Mediterraneo occidentale, Minorca è stata sede di molte culture, ognuna delle quali ha lasciato un’impronta eccezionale.

I primi abitanti arrivarono verso la fine del terzo millennio a.C. I successivi 2000 anni videro la successione di differenti periodi chiaramente differenziati, dall’Età del Bronzo fino all’Età del Ferro, quando a Minorca si sviluppò una cultura unica, con una marcata personalità, chiamata ’talaiotica’.

Anche se influenzati per i cartaginesi, furono i romani che conquistarono l’isola nel 123 a.C. e che ebbero un impatto più solido su Minorca. I ruderi dell’assedio romano di Sanisera, nella costa nord, costituiscono una visita interessantissima. 

I romani furono vinti dai vandali nel 427 d.C., ai quali successe l’Impero Bizantino. Di quest’epoca si conservano alcune basiliche paleocristiane.

La dominazione mussulmana dell’isola iniziò nel 903 d.C. Tuttavia sono pochissimi i reperti: l’impronta araba è presente nella toponimia e negli ingegnosi sistemi d’irrigazione.

Nel 1287 il re Alfonso III d’Aragona conquistò Minorca e successivamente sotto il regno di Giacomo II di Maiorca, venne riorganizzata l’amministrazione civile e religiosa di Minorca.

Il secolo seguente stabilì l’inizio di un periodo d’intensa attività costruttiva. Venne completata la magnifica Cattedrale di Santa Maria di Ciutadella. Nello stesso periodo sono datate le mura di Mahon e una serie di torri di difesa quadrate che ci ricordano che Minorca era territorio di frontiera.

Il conflitto tra turchi ottomani e la Spagna, raggiunse il culmine nel XVI sec. Mahon fu saccheggiata dal pirata Barbarossa nel 1535 e, nel 1558 i turchi comandati da Mustafá Piali, rasarono al suolo la capitale, sequestrando e portandosi circa 4000 abitanti a Costantinopoli.

L’anno1558 è conosciuto come “l’anno della disgrazia” e stabilì un punto cruciale nella storia di Minorca: il predominio di Ciutadella sul resto dell’isola cominciò a decadere e la difesa della costa divenne una priorità.

Nel XVIII sec. Minorca occupò un posto centrale nelle lotte per il dominio del Mediterraneo: Spagna, Francia, Gran Bretagna. Cambiò di mano in varie occasioni, anche se furono i britannici a prevalere nel controllo dell’isola. In questo periodo vennero dato il via a numerose ristrutturazione con importanti conseguenze in diversi ambiti della vita minorchina, soprattutto durante l’epoca di Richard Kane.

Mahon diventò la nuova capitale quindi gran parte del centro storico della città risale proprio in questo periodo. Questo è il secolo della crescita economica che vide la nascita di una nuova classe borghese e lo sviluppo di contatti con l’estero, i quali favorirono lo sviluppo della cultura in tutte le sue sfaccettature.

Dopo una profonda recessione nella prima metà del XIX sec., Minorca recuperò lentamente con l’introduzione del settore industriale e la costruzione della Fortezza di Isabella II. Più recentemente l’isola è arrivata ad un punto di equilibrio tra lo sviluppo del turismo e la preservazione territoriale.

Gastronomia

Per quanto sia un’isola molto piccola troviamo a Minorca una impressionante varietà gastronomica con prodotti di qualità che vanno dal sale, il miele, l’olio e pure la camomilla di Mahon, e lo zafferano. E poi troviamo panadas, paste, pasticcini e torte, come anche l’ensaimada minorchina, gli insaccati tipici o i formaggi come quello di ‘Mahon’, con denominazione d’origine protetta (DOP). E poi troviamo i vini della terra, e il gin di Minorca con Indicazione Geografica, che dette origine alla popolare bibita delle feste minorchine: la pomada!

Tra i piatti tradizionali vale la pena citare l’oliaigua, le melanzane o le zucchine ripiene, le focacce di verdure, le polpettine in salsa di mandorla, arròs de la terra, la pernice col cavolo, i calamari ripieni e, non poteva mancare, la famosa caldereta de llagosta, continuando coi dolci: il biancomangiare, il pudding (origine inglese), il gató (originale francese) e il cuscussó o il torrone di Minorca (entrambe originari arabi). Senza poi dimenticare le salse, come il famoso alioli e la conosciuta maionese originaria della città di Mahon.

Grazie alla sua gastronomia autentica e creativa, l’Istituto Internazionale della Gastronomia, la Cultura, le Arti e il Turismo (IGICAT), ha dichiarato Minorca “Regione Europea della Gastronomia 2022”, quindi l’isola è membro della Piattaforma delle Regioni Europee della Gastronomia, composta da 14 territori differenti. 

Feste popolari

Le feste patronali a Minorca hanno origine nel XVI secolo, nelle obrerias o confraternite religiose che raggiungevano i paesini per raccogliere fondi per le gilde degli artigiani a cavallo.

Per questo il nome di questi cavalieri è caixers (cassieri), visto che i membri della comitiva principale ricevono questa denominazione, mentre che il resto della comitiva sono chiamati cavallers (cavalieri).

Le feste più rinomate e popolari sono quelle di Sant Joan a Ciutadella, anche se in realtà si festeggiano in tutta l’isola. Ogni paesino ha il suo patrono e in ogni località si realizza il tradizionale replec per riunire i cavalli in piazza e ascoltare il tradizionale jaleo, una musica che provoca l’euforia di assistenti e cavalieri che fanno alzare i cavalli sulle zampe posteriori mentre la musica è suonata dalla banda musicale.

Il principale protagonista delle feste è il cavallo minorchino che ha un grande riconoscimento come razza propria e che ha un pelo di color nero come caratteristica principale.

Altre figure importanti delle feste popolari a Minorca sono i giganti e i cap grossos entrambi fabbricati in legno artigianalmente, che realizzano percorsi itineranti durante le feste. A Mahon hanno una replica gigante di s’avia Corema, una signora anziana coi vestiti tradizionali che ha sette piedi che vengono eliminati durante il periodo della Quaresima, una festa per grandi e piccini. 

CALENDARIO

Calendario delle feste patronali di Minorca

Ciutadella – San Juan / Sant Joan – 23 e 24 giugno

Es Mercadal – San Martín / Sant Martí – Terzo fine settimana di giugno

Fornells – San Antonio / Sant Antoni – Quarto fine settimana di luglio

Es Castell – San Jaime / Sant Jaume – 24 e 25 luglio

Es Migjorn Gran – San Cristóbal / Sant Cristófol – Quinto fine settimana di luglio o primo di agosto.

Llucmaçanes – San Cayetano / Sant Gaietà – Primo fine settimana d’agosto

Alaior – San Lorenzo / Sant Llorenç – Secondo fine settimana d’agosto

Sant Climent – San Clemente / Sant Climent – Terzo fine settimana d’agosto

Ferreries – San Bartolomé / Sant Bartomeu – 23, 24 e 25 agosto

Sant Lluís – San Luis / Sant Lluís – Ultimo fine settimana d’agosto

Maó – Virgen de Gracia / Mare de Déu de Gràcia – 7, 8 e 9 di settembre

ES Mercadal – Monte Toro – (El Toro) – San Nicolás / Sant Nicolau – Secondo fine settimana di settembre

Oltre alle feste tradizionali più conosciute, esiste una gran varietà d’attività, eventi ed elementi folclorici che sono stati trasmessi da generazioni.

Tutte queste tradizioni sono state mantenute vive fino ad oggi: ball des còssil, glosats, o il joc de sa bolla, tecniche artigianali locali, insieme a credenze, cerimonie religiose, etc.

Noi possiamo accompagnarti in questi momenti emblematici della cultura locale, per capire meglio le tradizioni, i rituali e scoprirne ogni dettaglio.

L’artigianato

A Minorca esistono le seguenti attività tradizionali: 

Arader: Falegname artigiano che si dedica ad elaborare attrezzi ed utensili necessari per i lavori agricoli. 

Esparter: Lavoratore dello sparto, l’arte nella produzione delle ceste.

Avarquer: Artigiano di ‘avarcas’ (sandali).

Gerrer: Ceramista o artigiano di vasellame e altri oggetti di terracotta. 

Mestre d’aixa: Falegname che costruisce falucci e altri tipi d’imbarcazioni.

Paredador: Costruttore di muri, rifugi di bestiame ed altre strutture rurali, mediante la tecnica della pietra a secco. 

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